Prevenire i problemi prostatici è possibile (e qui vi spieghiamo come)

Marta Cristofanini
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Può essere molto frustrante dover affrontare i disagi legati all’età. Il rischio di essere soli nel sottovalutare sintomi decisivi è alto

prevenire problemi prostatici

L’importanza della prevenzione

Se prevenire è meglio che curare, Kibi può rappresentare un valido compagno tecnologico per monitorare le problematiche di salute che si intensificano naturalmente con l’avanzare dell’età. Tra queste ad esempio, l’esigenza di prevenire eventuali problemi prostatici.

Una delle funzioni disponibili del servizio a cui Teseo sta lavorando è la tracciabilità dei movimenti di entrata e uscita dal bagno.

Kibi è progettato come servizio modulare, per permettere attivazioni preferenziali tra le funzionalità presenti

Attraverso l’interscambio di informazioni tra lo smartwatch e i sensori ambientali, collocati in luoghi strategici, Kibi è in grado di rilevare e notificare possibili deviazioni dalla norma nelle abitudini quotidiane dell’utente.

Può essere estremamente utile per controllare personalmente gli sviluppi delle proprie condizioni.

Può essere utile anche per i medici specializzati, in caso avessero bisogno di qualche rilevamento aggiuntivo per contestualizzare meglio il quadro clinico del paziente.

Non sottovalutare i problemi prostatici

Tra il 30% e il 60% degli uomini sopra i 65 anni si riporta un incredibile aumento delle problematiche legate al malfunzionamento della prostata.

Questo genera spiacevoli conseguenze; sintomi variabili come:

– recarsi troppo spesso in bagno

– svegliarsi in piena notte con l’urgenza di urinare

– la sensazione di parziale svuotamento della vescica

possono essere indice di manifestazioni precoci di ipertrofia prostatica.

In alcuni casi questa sintomatologia può portare a una diagnosi tumorale. I ricercatori dell’AIRC sottolineano come il 20% del totale dei tumori diagnosticati alla popolazione maschile riguardi la prostata.

Prevenire i problemi prostatici significa cogliere i primi segnali in tempo e cominciare uno studio osservazionale continuo e da vicino; in questo modo, sia il paziente sia l’urologo sono aiutati nel registrare la quantità di volte in cui l’assistito si è recato al bagno. Il tracciamento di eventuali cambiamenti utili alla diagnosi viene così automatizzato.

L’aiuto nell’azione preventiva realizza una delle numerose potenzialità che Kibi ha intenzione di offrire.

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